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Mi piacerebbe molto...

... leggere qualcosa di tuo sul blog... ma lo potrai fare solo dopo aver richiesto l'invito a partecipare, e da cui potrai recedere in qualsiasi momento senza offesa alcuna...

...vedere il carrozzone andare ...
... e la spinta sarà fornita sopratutto delle tue recensioni, dalle tue idee...

... che le informazioni, i link vari,
i consigli e gli sconsigli di lettura...
... il confronto, i commenti   contrastanti...costituiscano per me
  l'essenza vitale.


  L'unico   requisito   che ti chiedo
    è quello di essere un lettore
I Diritti Imperscrittibili Del Lettore

1 - Il diritto di non leggere
2 - Il diritto di saltare le pagine
3 - Il diritto di non finire un libro
4 - Il diritto di rileggere
5 - Il diritto di leggere qualsiasi
      cosa
6 - Il diritto di desiderare di
      evadere dalla routine
      quotidiana
7 - Il diritto di leggere ovunque
8 - Il diritto di spizzicare
9 - Il diritto di leggere a voce alta
10-Il diritto di tacere

(tratti dal saggio di Daniel Pennac Come un romanzo)

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Primo Piano
segnalazione

post del 3 ottobre 2006



6/2 - Sei a metà - Sei autori a metà del guado
segnalazione

post del 18 febbraio

Ogni giorno uno scrittore racconta il suo ultimo libro

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Le interviste possibili











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giovedì, 13 settembre 2007

categoria: segnalazioni, libri, sullalettura, lettura
 

Leggiamo insieme un libro
edizione 2008  Inizio fine gennaio 2008 per 5 giovedi con cadenza quindicinale
"Memorie: dall'autobiografia all'invenzione, attraverso l'indagine d'ambiente di alcuni scrittori italiani"
Progetto e coordinamento a cura  dell'insegnante Lino DiGianni del Ctp Rivoli, svolto insieme alla Biblioteca Civica di Avigliana, allo Ial, all'Assessorato alla Cultura del Comune di Avigliana"

Iscrizioni aperte presso la biblioteca civica.
Il gruppo di lettura ha carattere gratuito.

 per informazioni su orari, sedi e date  www.linodigianni.it
nel corso della prima riunione sarà presentata la lista dei libri
oltre al testo iniziale scelto  "Mal di pietre"  di Milena Agus Edizioni Nottetempo

s

scritto da linodigianni | 12:11 | commenti (2) Torna sopra




venerdì, 22 settembre 2006

categoria: news, economia, sullalettura, lettura, pil
 

Libro sconosciuto: quasi 6 italiani su 10 non leggono mai
 
E’ il desolante quadro che emerge dalla ricerca dell’Associazione Italiana Editori sul valore di sviluppo economico della lettura, presentata oggi a Roma durante gli Stati Generali dell’Editoria
 
ROMA - Libro, questo sconosciuto. Più della metà degli italiani, il 57,7 per cento, non ne ha letto neanche uno durante tutto il 2005, e il 20,1 per cento ne ha letti, sì e no, tre. Il che attarda inesorabilmente l’Italia nella corsa allo sviluppo, vista la strettissima relazione tra indice di lettura e Pil. E’ il desolante quadro che emerge dalla ricerca dell’Associazione Italiana Editori sul valore di sviluppo economico della lettura, presentata oggi a Roma durante gli Stati Generali dell’Editoria che hanno il significativo titolo «Investire per crescere». I dati che emergono indicano un lieve miglioramento nell’indice di lettura (l’area della non lettura era del 61,4 per cento nel 2000), il che vuol dire che in cinque anni sono rientrati nel mercato della lettura quasi 2,5 milioni di persone. Tuttavia, solo il 5,7 per cento degli italiani dichiara di leggere almeno un libro al mese: troppo poco, sostiene il rapporto, per competere sui mercati internazionali. Se in Italia ha letto almeno un libro il 42,3 per cento della popolazione, infatti, nello stesso periodo si registra il 61 per cento in Francia, il 66 in Germania, il 73,5 in Gran Bretagna e via dicendo. Eppure, il rapporto evidenzia uno stretto collegamento tra il tasso di lettura e la produttività, prendendo in esame un periodo che va dal 1980 al 2003. I risultati sono inequivocabili: le regioni del nord, che contribuiscono per il 54,02 per cento al Pil, raccolgono il 53,4 per cento dei lettori; quelle del centro portano il 21,03 per cento del Pil avendo il 20,24 per cento dei lettori; il sud, infine, contribuisce per il 24,94 per cento al Pil, con il 26,2 per cento dei lettori. Più lettori, uguale più Pil, insomma: si va dalla Lombardia che contribuisce al Pil per il 18,9 per cento e ha il 20 per cento di lettori, alla Puglia, con il 4,7 per cento del Pil e il 4,6 per cento di lettori. In altre parole, la lettura rispecchia perfettamente i fattori di sviluppo economico presenti nelle varie aree regionali. Se la Calabria, stima il rapporto, avesse avuto negli anni ’70 il tasso di lavoro della Liguria, oggi avrebbe una produttività del lavoro di 50 punti maggiore.

Lo studio evidenzia poi il rapporto tra tasso di lettura e performance scolastiche per i ragazzi italiani, che come ovvio è strettamente collegato: chi ha la fortuna di avere in casa una piccola biblioteca ha risultati scolastici superiori del 15 per cento ai loro compagni.
Influenza positivamente sul rendimento anche la frequentazione di musei e cinema, e la presenza di una sola tv in casa. Averne di più, e avere in casa più di tre telefonini, fa invece diminuire la performance scolastica. Dati però di cui le famiglie italiane non sembrano essere consapevoli: in tre anni sono calati del 16,9 per cento gli investimenti in acquisto di libri. Una disaffezione alla lettura socialmente trasversale: se le famiglie di operai destinano lo 0,67 per cento della spesa complessiva di prodotti non alimentari nell’acquisto di libri, suppergiù la stessa quota la riservano dirigenti e liberi professionisti, e ancora meno (lo 0,59 per cento) i lavoratori in proprio. D’altra parte, solo il 46 per cento di dirigenti e professionisti leggono per aggiornamento professionale. Un dato allarmante, se si pensa per esempio all’81 per cento della Francia. A destare preoccupazione è anche il grave ritardo delle infrastrutture per la lettura in Italia, soprattutto al sud. Solo il 5 per cento dei comuni nelle regioni meridionali e nelle isole possiede almeno una libreria, e 112 comuni con più di 20.000 abitanti (cittadine, insomma), non ne hanno nessuna. Significa che ci sono più di 7 milioni e mezzo di persone che non hanno possibilità di entrare in libreria. Poche anche le biblioteche con un volume librario significativo. Solo il 3 per cento supera i 100.000 volumi, mentre sono quasi del tutti assenti le biblioteche scolastiche: meno di una scuola su quattro ha una collocazione a scaffale aperto, e solo il 13,6 per cento degli studenti (e addirittura il 2 per cento dei docenti) frequentano le biblioteche scolastiche. La scuola insomma, sottolinea il rapporto, non incoraggia alla lettura, «contraddicendo la logica della società dell’informazione, la cui parola d’ordine è formazione e autoformazione continua e permanente».

21/9/2006
 

scritto da linodigianni | 07:13 | commenti (2) Torna sopra




sabato, 22 luglio 2006

categoria: sullalettura, sullascrittura
 

Leggi e fatti leggere


Accadde un giorno che un lettore [che non sei tu] lesse un racconto [che non era questo].
Mentre i suoi occhi scorrevano lungo le combinazioni delle lettere e si appagavano di quella narrazione, il protagonista di quella storia [che non ho scritto io] se ne stava lì imprigionato tra quelle righe e, come un acaro invisibile, viveva la sua vita negli interstizi degli spazi bianchi tra le lettere, nell'interlinea dell'impaginazione.
Di tanto in tanto, soprattutto durante le descrizioni e le digressioni, si spingeva annoiato sino al margine del foglio, oltre il nerume delle lettere scritte che, viste da lontano, coloravano la pagina di grigio, in modo geometrico.
Il lettore del racconto non poteva scorgere il protagonista, concentrato com'era sul nero delle parole. Eppure, mano a mano che la storia si dispiegava nella sua testa, il protagonista eseguiva quel che veniva letto come fosse un attore, o più probabilmente un burattino, assecondando [suo malgrado] la trama e rendendola in questo modo viva. 
Quando il lettore si approssimò a terminare la storia, intravide una specie di riflesso tra le righe e, per un istante, gli parve di riconoscere il protagonista come in una miniatura. Preso da questo pensiero, invece che richiudere il libro, si guardò attorno e si accorse per la prima volta, che la scrivania a "esse", i muri divisori a "elle", la libreria a "ti" del suo ufficio e tutti gli elementi architettonici che delimitavano i suoi spazi non erano altro che i caratteri di un libro che raccontavano la storia della sua vita, se fossero stati osservati dall'alto. Davanti a questa intuizione quel lettore scrutò nel cielo, oltre il lucernario, più lontano che poteva. Si convinse  in questo modo che anch'egli viveva tra le righe di una storia [che è questa] e che qualcuno più grande di lui [che sei tu] lo stava a sua volta leggendo.
Per esserne sicuro afferrò il telescopio e lo puntò verso le stelle [cioè verso di te]. Con grande sorpresa vide in questo modo in faccia il suo lettore [cioè tu]. Si trattava di un magnifico esemplare di lettore [complimenti davvero!]. Allargò al massimo lo zoom di quel telescopio per mettere a fuoco tutto intero colui che lo leggeva e fu allora che si accorse che il grande lettore [che sei sempre tu] era sovrastato da qualcosa di ancor più immenso. Come fosse seduto su un vetrino sotto la lente di un gigantesco microscopio anche il grande lettore nello stesso istante veniva letto da qualcun altro.

Io [che sono l'autore di questa storia ma non delle altre] non lo so come sia possibile uscire da questo paradosso in cui mi sono infilato. Di sicuro, però, quando tutti questi lettori-protagonisti [ognuno imprigionato nella propria prospettiva] chiuderanno il proprio libro, in quel preciso momento anche questa storia terminerà. 

[zop]

scritto da redazioneparnaso | 08:57 | commenti Torna sopra




venerdì, 09 giugno 2006

categoria: avvisi, sullalettura
 

PIEMONTE: UN LIBRO PER TE, BUONO PER L’ACQUISTO DI UN LIBRO


(AGE) TORINO - La Regione Piemonte in occasione di Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma, contribuisce alla diffusione della lettura tra i giovani, offrendo agli allievi che frequentano il primo anno degli Istituti Tecnici, Professionali e d’Arte del territorio regionale, circa 9000 buoni libro del valore di 10 euro ciascuno. A presentare l’iniziativa, presso la sede del Circolo dei lettori di Torino, l’Assessore alla Cultura, Gianni Oliva insieme al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico regionale, Anna Maria Dominici ed al rappresentante del Comitato Librai Indipendenti, Massimo Cini. Il progetto, che si avvale della collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte del MIUR, del Comitato Librai Indipendenti per Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma e della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, coinvolge 227 scuole, per un totale di 24.557 studenti. I buoni saranno consegnati alle singole scuole in proporzione al numero degli iscritti al primo anno, come risulta dal sistema informativo del Ministero e verranno dati agli studenti entro l’ultimo giorno di scuola, insieme all’elenco delle librerie, 102 in tutto il Piemonte, in cui potrà essere utilizzato entro il 31 luglio. Spetta alle singole scuole individuare le modalità di distribuzione del buono, in coerenza con lo spirito dell’iniziativa che mira ad avvicinare al libro i giovani non lettori e a rafforzare la lettura di coloro che leggono poco. L’iniziativa, che vuole essere un primo passo per contrastare il progressivo disinteresse alla lettura registrato soprattutto nell’età adolescenziale, intende offrire ai ragazzi l’opportunità, durante le vacanze, di recarsi in libreria e scegliere un testo secondo i propri interessi, in modo che parte del tempo libero sia dedicato alla lettura. Nel buono stesso, anche graficamente, si invita il giovane ad acquistare il libro che ispira o convince di più o che è stato consigliato da un amico o di cui si è sentito parlare. Nel caso di una certa difficoltà nella scelta, lo studente viene invitato a chiedere aiuto al libraio, figura importante in questa iniziazione alla lettura. “Il messaggio fondamentale ai giovani futuri lettori- spiega l’Assessore Gianni Oliva- è quello dell’offerta di un biglietto omaggio, la destinazione è una loro scelta. L’augurio è quello di una buona lettura”.(AGE)


 

scritto da linodigianni | 05:44 | commenti Torna sopra




sabato, 08 aprile 2006

categoria: sullalettura
 

Ai miei amici Luis Sepulveda e Erri De Luca

Ho conosciuto il vecchio che regala i suoi "libri del cuore".
Si chiama Felipe Panguinoty e abita al Parque Finlay, a pochi metri dal palcoscenico del nostro spettacolo "Radici profonde",
che iniziava proprio sulla scala di fronte alla porta di ingresso della sua casa.
Piccola e modesta casa dove lui vive con la vecchia moglie, la figlia e qualche nipote.
"Somos povres ma non miserrimos", sono le parole con cui ci ha accolto il primo giorno: "siamo poveri ma non miserabili".
Parole di orgoglio e specchio di cultura.
Sono state il biglietto da visita con cui ci ha accolti in quella che per il bagno, il caffe', le macedonie di frutta fresca, sarebbe
diventata il nostro riparo logistico.
Giorno dopo giorno, ha seguito attento il nostro lavoro, ne e' stato partecipe nei suoi avanzamenti e orgoglioso dei nostri successi.
Felipe Panguinoty un giorno ha voluto mostrarmi il suo patio e abbiamo passeggiato insieme tra i suoi alberi di cocco,
di banane, di guayaba, di mango e di piccoli limoni verdi.
Da ogni pianta strappava una foglia, la lisciava con le sue mani lunghe e secche,
poi spezzandola lungo le striature, me ne faceva cogliere il profumo fresco, forte, intenso.
Con orgoglio antico mi ha mostrato il pollaio, i bei galli canterini, le galline dalle uova sane e gustose "non come quelle
d'allevamento".
Felipe e la sua famiglia mangiano gli ananas, poi ne fanno bollire la buccia avanzata con lo zucchero e ne producono un succo
che raffreddato e' una bevanda squisita e dissetante.
Alle galline va la poltiglia bollita.
Nulla va perso.
Felipe e' un vecchio vispo, alto e magro.
Mentre il suo racconto si dipana, il suo volto si trasfigura e si trasforma in quello di mio nonno Michele,
novantenne contadino vercellese.
La stessa profonda calma, il sorriso trasparente, la saggezza dei vecchi africani che "quando muoiono sono una biblioteca che
brucia", per il tanto sapere che si perde.
Felipe Panguinoty e' cubano, le sue origini sono spagnole, ma tra i bisnonni figura anche un italiano.
Giorno dopo giorno si e' presentato con pile di libri, uno per ognuno di noi, tutti con dediche in bella grafia, personalizzate per
ciascuno. Ci ha osservato e nulla ha lasciato al caso.
Vecchi libri in bellissime edizioni, alti piu' recenti di Marquez o di altri autori latino americani in edizioni economiche.
Nell'ultimo giorno, tra le tante cose che ci diciamo, gli sfugge un sorriso di felicita' e mi dice: "mi sono separato dall'intera mia
biblioteca, dai libri che mi sono stati compagni negli ultimi trentacinque quarant'anni".
Ho come un tuffo al cuore, e ricucio insieme questi doni che avevamo ricevuto con gioia ma con altrettanta rapida disattenzione,
presi com'eravamo nelle m ille attivita' che esigeva il nostro lavoro.
Adesso, all'improvviso, mi si illumina il suo disegno.
Felipe Panguinoty ha atteso tutti questi anni qualcuno che raccogliesse i suoi "libri del cuore" per tenerli vivi in altri punti del
mondo. Noi siamo i messaggeri, gli angeli venuti a raccogliere queste pagine per salvarle dall'estinzione.
Mi torna alla mente il taxista di Genova che ha raccolto nella sua casa migliaia di libri abbandonati nelle spazzature della citta'
"perche' quando muore qualcuno che ha una biblioteca ci sono sempre parenti ignoranti che svuotano la casa gettando i libri al
macero".
Felipe Panguinoty ama la sua famiglia ma altrettanto i suoi volumi e li lascia liberi per il mondo ma non in un generico "Passalibro".
Lui ha scelto i messaggeri e adesso capiamo di esserlo.
   
 

 
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scritto da linodigianni | 08:13 | commenti (5) Torna sopra




lunedì, 24 ottobre 2005

categoria: segnalazioni, sullalettura
 
Segnalo un post del bel blog squilibri ,

sulla lettura, che rimanda ad un bel sito sulla lettura

e, nei commenti al post, una segnalazione del blog umader

di un link da cui scaricare, in pdf, un bel libretto

introvabile "il lettore a(r)mato"
scritto da alp | 10:15 | commenti Torna sopra




martedì, 12 luglio 2005

categoria: sullalettura, libri che ho letto, monografie
 

Virginia Woolf
LA SIGNORA DALLOWAY: SCAVARE INTORNO AI PERSONAGGI 

Cari amici del Parnaso, desidero offrire a coloro che troveranno la bontà e pazienza di leggermi, il testo di una mia recente “conversazione pubblica”, dedicata a coloro che intendono avvicinarsi (o ritornare piacevolmente) a quel capolavoro che è Mrs Dalloway di Virginia Woolf. Il testo è così articolato:
 
1. “The moment of this June morning”: come raccontare una vita raccontando una giornata.
2. “The tunnelling process”: scavare caverne intorno ai personaggi.
3. Leopold e Clarissa: Joyce e Woolf a confronto.
4. La teoria di Clarissa e la tela dei personaggi.
5. La Repubblica delle donne in Mrs. Dalloway.
6. La guerra in Mrs. Dalloway.
 

  C
osa vuol dire parlare oggi di Virginia Woolf  e di Mrs Dalloway? Vuol dire parlare di un’opera che si è attestata come uno dei più grandi e importanti classici della narrativa inglese del Novecento, un romanzo che parte da un’idea nuova, che dispiega una materia nuova e lo fa con una tecnica nuova.  La modernità di questo testo, - da quando è apparso, nel 1925 – è ancora squisitamente attuale e continua il suo moto, come un’onda lunga di inesauribile energia, arrivando a lambire i confini della nostra visione del mondo e della realtà che ci circonda. Mrs Dalloway ha avuto il raro privilegio di essere un’opera deliberatamente sperimentale e nel contempo di ottenere il consenso del più vasto pubblico, di ogni estrazione sociale.
 
scritto da cigale | 21:23 | commenti (1) Torna sopra




domenica, 15 maggio 2005

categoria: sullalettura, libri che ho letto, sullascrittura
 

"Tu scrivi, e a volte pubblichi, da tanti anni: ti sembra, ripensandoci, che scrivere abbia ancora una funzione?
"Scrivere è cercare la calma, e qualche volta trovarla.
E' tornare a casa.
Lo stesso che leggere.
Chi scrive o legge realmente, cioè solo per sè, rientra  a casa; sta bene.
Chi non scrive o non legge mai, o solo su comando,- per ragioni pratiche,-
è sempre fuori casa, anche se ne ha molte.
E' un povero, e rende la vita più povera."

Anna Maria Ortese L'Iguana.Bur (autoritratto del 1978 nella prefazione di Dario Bellezza)

scritto da alp | 06:55 | commenti (5) Torna sopra




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