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Mi piacerebbe molto...
... leggere qualcosa di tuo sul blog...
ma lo potrai fare solo dopo aver richiesto l'invito a partecipare, e da cui potrai recedere in qualsiasi momento
senza offesa alcuna...
...vedere il carrozzone andare ... ... e la spinta sarà fornita sopratutto delle tue recensioni, dalle tue idee...
... che le informazioni, i link vari, i consigli e gli sconsigli di lettura... ... il confronto, i commenti
  contrastanti...costituiscano per me
  l'essenza vitale.
  L'unico   requisito   che ti chiedo
    è quello di essere un lettore
1 - Il diritto di non leggere
2 - Il diritto di saltare le pagine
3 - Il diritto di non finire un libro
4 - Il diritto di rileggere
5 - Il diritto di leggere qualsiasi
      cosa
6 - Il diritto di desiderare di
      evadere dalla routine
      quotidiana
7 - Il diritto di leggere ovunque
8 - Il diritto di spizzicare
9 - Il diritto di leggere a voce alta
10-Il diritto di tacere
(tratti dal saggio di Daniel Pennac Come un romanzo)
Il blog Il Parnaso Ambulante, e tutte le sezioni ad esso collegate, non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
Collana: Mangrovie
Genere: Narrativa
Prezzo: 18 euro
Isbn: 88-8962-29-7
Edizioni traccediverse
“Volevano una mappa degli idiomi parlati sotto la Mole e sono stati accontentati. Un inventario degli stranieri residenti nel nostro paese così dettagliato come neppure il censimento aveva delineato. Ecco dunque 50 finestre sugli stranieri che abitano tra noi, portatori di cultura e non solo di bisogni essenziali. Una ricchezza dunque, invece del solito problema. Per la capitale italiana del multiculturalismo, carica di sfide e di contraddizioni, di proposte e problemi, è un altro punto nella partita per l’integrazione.” Francesca Paci, La Stampa “Aber das ergibt keinen Sinn, in keiner Sprache. Der Fremde, wem ist er fremd?” “Ma questo non ha senso, in nessuna lingua. Lo straniero, a chi è straniero?” Alessandro Chiodo, italiano a Berlino Questa antologia è un gesto di accoglienza da parte degli scrittori che ne hanno permesso la realizzazione, braccia aperte a noi che la leggiamo. Se la lingua è il luogo dove ci sentiamo a casa, allora scegliere di abitare una lingua che non è quella materna, e ancor più scrivere nella lingua dell’altro, è un segno chiaro di ospitalità. Significa adottare la lingua del paese in cui si è stabilito di vivere, e forse anche lasciarsi adottare da questa. Le parole di questi scritti, che si possono leggere seguendo un proprio itinerario, si offrono come domande, aprono al dialogo, solleticano la curiosità del lettore verso i mondi che in queste pagine trovano posto. Ci si ritrova presi nel gioco di cercare ciò che resta dell’originaria lingua materna e che è conservato e preservato in qualche modo nella lingua altra. Silvia De Marchi ...yo con estas palabras que les digo gracias igual por averme dado este oportunidad tan maravillosa y importante para mi que es contarle de mi gente. Muchos besos y abrazos de una chica argentina... ...la ringrazio molto per avermi dato la possibilità di scrivere: è stato un immenso piacere raccontarle la mia vita. Mi congedo. Baci e abbracci da una ragazza argentina... Yesica Belen Goni, Argentina
A cura di Francesco Vietti, laureato in lingue straniere, si occupa di progetti di valorizzazione delle “culture della migrazione” e tiene laboratori di alfabetizzazione per studenti stranieri.
Progetto grafico di Chen Li, artista e calligrafa cinese.
Confidenze, denunce, semplici racconti del quotidiano affidati all'autrice nel corso di incontri e relazioni dirette, intrecciati a frammenti letterari, cinematografici e teatrali. Questa raccolta vuote testimoniare, attraverso le voci delle stesse protagoniste, la realtà, perlopiù ignorata dagli occidentali, di pratiche di resistenza delle donne arabo-musulmane. Infatti, la cura della bellezza, già antica pratica tradizionale del quotidiano, viene riproposta qui come un'autentica pratica politica. Nella bellezza che eleva lo spirito e il pensiero, che salva dall'immiserimento dell'anima e dall'abbrutimento dei corpi, le donne islamiche trovano la loro resistenza, nel tentativo di affermare la loro individualità.