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Mi piacerebbe molto...
... leggere qualcosa di tuo sul blog...
ma lo potrai fare solo dopo aver richiesto l'invito a partecipare, e da cui potrai recedere in qualsiasi momento
senza offesa alcuna...
...vedere il carrozzone andare ... ... e la spinta sarà fornita sopratutto delle tue recensioni, dalle tue idee...
... che le informazioni, i link vari, i consigli e gli sconsigli di lettura... ... il confronto, i commenti
  contrastanti...costituiscano per me
  l'essenza vitale.
  L'unico   requisito   che ti chiedo
    è quello di essere un lettore
1 - Il diritto di non leggere
2 - Il diritto di saltare le pagine
3 - Il diritto di non finire un libro
4 - Il diritto di rileggere
5 - Il diritto di leggere qualsiasi
      cosa
6 - Il diritto di desiderare di
      evadere dalla routine
      quotidiana
7 - Il diritto di leggere ovunque
8 - Il diritto di spizzicare
9 - Il diritto di leggere a voce alta
10-Il diritto di tacere
(tratti dal saggio di Daniel Pennac Come un romanzo)
Il blog Il Parnaso Ambulante, e tutte le sezioni ad esso collegate, non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
casa editrice Einaudi
collana Tascabili
prezzo € 7,50
anno pubblicazione 1999 Vincitore del Premio Elba per la narrativa 1987
A Praga nelle viscere di un vecchio palazzo, un uomo lavora da anni a una pressa meccanica trasformando libri destinati al macero in parallelepipedi sigillati e armoniosi: adorni sui quattro lati di riproduzioni di quadri, racchiudono al centro un volume spalancato su un pensiero, un frammento - da Erasmo a Laozi, dal Talmud alla "Teoria dei cieli" di Kant, da Hoelderlin a Goethe a NIetzsche.
Professionista per necessità della distruzione dei libri, il protagonista li ricrea incessantemente sotto forma di messaggi simbolici, rinnovando a ogni istante il prodigio del pensiero creativo che sgorga spontaneo al di là e nonostante i modelli canonici della società e della cultura.
Incipt
Da trentacinque anni lavoro alla carta vecchia ed è la mia love story. Da trentacinque anni presso carta vecchia e libri, da trentacinque anni mi imbratto con i caratteri, sicché assomiglio alle enciclopedie, delle quali in quegli anni avrò pressato sicuramente trenta quintali, sono una brocca piena di acqua viva e morta, basta inclinarsi un poco e da me scorrono pensieri tutti belli, contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono miei e provengono da me e quali li ho letti, e così in questi trentacinque anni mi sono connesso con me stesso e col mondo intorno a me, perché io quando leggo in realtà non leggo, io infilo una bella frase nel beccuccio e la succhio come una caramella, come se sorseggiarsi a lungo un bicchierino di liquore, finché quel pensiero in me si scioglie come alcool, si infiltra dentro di me così a lungo che mi sta non soltanto nel cuore e nel cervello, ma mi cola per le vene fino alle radicine dei capillari.
Hanta, il protagonista, vive a Praga e da trentacinque anni lavora in un magazzino stracolmo di carta di tutte le provenienze, e di topi dove , pressa carta vecchia, trasformando la carta da macero inpacchi sigillati diretti, credo, alle cartiere.
[…] E’ il mio tormento che ogni pacco sia diverso…
Nella totale distruzione del macero eglimette sempreal centro del pacco di carta che sta pressando, imprigionandocelo,un libro aperto su una frase, o su un un pensiero, su un frammento di cultura o di verità che lui estrapola sempre dalle sue letture.
[…] perché io in ogni pacco seppellisco una reliquia preziosa…
Ogni tanto, salva qualche bel libro dal macero e selo porta a casa; ormai i volumi occupano ogni spazio, ogni anfratto vitale, gli incombono sulla testa persino nel gabinetto.
[…] edio, ogni giorno a sera mi porto a casa nella borsa i libri e la mia casa al secondo piano di Holesovice è colma di libri e solo di libri, piena la cantina e la soffitta non è bastata, la mia cucina è piena, la dispensa e il gabinetto pure, solo i passaggi per le finestre e i fornelli sono liberi, in gabinetto c'è solo quello spazio sufficiente per potermi sedere, sopra il vaso del water all'altezza di un metro e cinquanta già ci sono le travi e le tavole e sopra fino al soffitto si ergono libri, cinque quintali di libri, basta un unico movimento imprudente nel sedersi, basta un imprudente gesto in alto e io urto la trave portante e mi vola addosso mezza tonnellata di libri e mi stritola coi calzoni abbassati. Ma anche qui non si può aggiungere nemmeno un libro, e cosí nella camera, sopra i due letti vicini, ho fatto mettere travi e tavole portanti, e cosí ho creato un baldacchino e dei cieli di letto, sui quali sono allineati fino al soffitto libri, due tonnellate di libri ho portato a casa in questi trentacinque anni, e mentre mi addormento, due quintali di libri opprimono come un incubo di venti tonnellate il mio sognare…
[...] io, con un libro in mano apro gli occhi su un mondo diverso da quello dove appunto stavo, perchè io quando incomincio a leggere sto proprio altrove, sto nel testo, io mi meraviglio e devo colpevolmente ammettere di essere davvero stato in un sogno, in un mondo più bello, di essere stato nel cuore stesso della verità...