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...vedere il carrozzone andare ...
... e la spinta sarà fornita sopratutto delle tue recensioni, dalle tue idee...

... che le informazioni, i link vari,
i consigli e gli sconsigli di lettura...
... il confronto, i commenti   contrastanti...costituiscano per me
  l'essenza vitale.


  L'unico   requisito   che ti chiedo
    è quello di essere un lettore
I Diritti Imperscrittibili Del Lettore

1 - Il diritto di non leggere
2 - Il diritto di saltare le pagine
3 - Il diritto di non finire un libro
4 - Il diritto di rileggere
5 - Il diritto di leggere qualsiasi
      cosa
6 - Il diritto di desiderare di
      evadere dalla routine
      quotidiana
7 - Il diritto di leggere ovunque
8 - Il diritto di spizzicare
9 - Il diritto di leggere a voce alta
10-Il diritto di tacere

(tratti dal saggio di Daniel Pennac Come un romanzo)

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Primo Piano
segnalazione

post del 3 ottobre 2006



6/2 - Sei a metà - Sei autori a metà del guado
segnalazione

post del 18 febbraio

Ogni giorno uno scrittore racconta il suo ultimo libro

Le interviste del Parnaso

Le interviste possibili











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venerdì, 18 maggio 2007

categoria: segnalazioni, libri che ho letto, letterature altre
 

Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio
Amara Lakhous    edizioni E/O  Pagine: 192
Data di pubblicazione: marzo 2006
  Euro 12,00 
 
Si legge  facilmente, in modo piacevole e scorrevole.
Alcune buone trovate per denunciare le tante verità che i diversi personaggi pensano di avere.
Consigliato come vaccinazione contro il razzismo forcaiolo montante.
Bello il linguaggio popolare scelto.
Si vede come si abiti una lingua
 

RECENSIONI SULLA STAMPA

scritto da linodigianni | 18:37 | commenti Torna sopra




sabato, 18 novembre 2006

categoria: poesie, libri che ho letto, migranti, letterature altre
 






In Madrelingua

di AA. VV. a cura di Francesco
Vietti


Collana: Mangrovie
Genere: Narrativa
Prezzo: 18 euro
Isbn: 88-8962-29-7

 Edizioni traccediverse




“Volevano una mappa degli idiomi parlati sotto la Mole e sono stati accontentati. Un inventario degli stranieri residenti nel nostro paese così dettagliato come neppure il censimento aveva delineato. Ecco dunque 50 finestre sugli stranieri che abitano tra noi, portatori di cultura e non solo di bisogni essenziali. Una ricchezza dunque, invece del solito problema. Per la capitale italiana del multiculturalismo, carica di sfide e di contraddizioni, di proposte e problemi, è un altro punto nella partita per l’integrazione.” Francesca Paci, La Stampa “Aber das ergibt keinen Sinn, in keiner Sprache. Der Fremde, wem ist er fremd?” “Ma questo non ha senso, in nessuna lingua. Lo straniero, a chi è straniero?” Alessandro Chiodo, italiano a Berlino Questa antologia è un gesto di accoglienza da parte degli scrittori che ne hanno permesso la realizzazione, braccia aperte a noi che la leggiamo. Se la lingua è il luogo dove ci sentiamo a casa, allora scegliere di abitare una lingua che non è quella materna, e ancor più scrivere nella lingua dell’altro, è un segno chiaro di ospitalità. Significa adottare la lingua del paese in cui si è stabilito di vivere, e forse anche lasciarsi adottare da questa. Le parole di questi scritti, che si possono leggere seguendo un proprio itinerario, si offrono come domande, aprono al dialogo, solleticano la curiosità del lettore verso i mondi che in queste pagine trovano posto. Ci si ritrova presi nel gioco di cercare ciò che resta dell’originaria lingua materna e che è conservato e preservato in qualche modo nella lingua altra. Silvia De Marchi ...yo con estas palabras que les digo gracias igual por averme dado este oportunidad tan maravillosa y importante para mi que es contarle de mi gente. Muchos besos y abrazos de una chica argentina... ...la ringrazio molto per avermi dato la possibilità di scrivere: è stato un immenso piacere raccontarle la mia vita. Mi congedo. Baci e abbracci da una ragazza argentina... Yesica Belen Goni, Argentina
A cura di Francesco Vietti, laureato in lingue straniere, si occupa di progetti di valorizzazione delle “culture della migrazione” e tiene laboratori di alfabetizzazione per studenti stranieri.

Progetto grafico di Chen Li, artista e calligrafa cinese. 
 

scritto da linodigianni | 15:35 | commenti Torna sopra




sabato, 03 giugno 2006

categoria: anticipazioni, saggi, letterature altre, leggerò
 




Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio

Amara Lakhous
e/o - 2006
pp. 189, 12,00 €


Piazza Vittorio è il simbolo della nuova Roma (e della nuova Italia) multietnica, così come le liti condominiali attorno all'ascensore sono da anni l'emblema della difficile convivenza con i propri vicini di casa. Attorno a questi due momenti emblematici, l'autore, algerino romano d'adozione, ha costruito questo romanzo giallo.

''Sapete di quel corvo che voleva imitare il modo di camminare della colomba e, dopo vari tentativi inutili, ha deciso di riprendere il suo modo naturale, e a quel punto scopre che non se lo ricorda piu'''. In questa storiella messa in bocca all'algerino Abdallah Ben Kadour e' un po' il senso di questo romanzo che indaga spaesamento e perdita o attaccamento alle radici di tanti immigrati che vivono oggi attorno a noi.

Probabilemnte vale anche per l'autore, Amara Lakhous, algerino che lavora a Roma da dieci anni, dove fa il giornalista e scrive libri in italiano, e cita un indicativo aforisma di Cioran: ''Non abitiamo un paese, ma una lingua''. In queste pagine ci restituisce un mosaico di vicende, vite, sentimenti personali di un gruppo di immigrati extracomunitari, ma anche una portinaia napoletana e un professore milanese, uniti da un palazzo e da Piazza Vittorio a Roma, dove sorge, vicino alla stazione, e diventata un po' il centro multietnico della citta'.

** Ho letto il libro "scontro di civiltà per un' ascensore a piazza vittorio!
BELLISSIMO
si presta ad una versione teatrale. ciao lino

  La mia homepage: http://romale.splinder.com    ziganka





A testa alta
Don Giuseppe Puglisi: storia di un eroe solitario
 
Bianca Stancanelli

Euro 13,00 Einaudi   | 2003 | ISBN: 8806164937 
Questa è la storia di Giuseppe Puglisi, prete-coraggio in terra di Sicilia. Fu eliminato nel 1993 perché, sottraendo i bambini alla strada, li sottraeva al reclutamento della mafia che nel rione Brancaccio, alle porte di Palermo, ha da tempo immemorabile creato un vivaio di manovalanza criminale. Ma se Giuseppe Puglisi, protettore d'infanzia sfortunata, fu giudicato dai boss di Cosa Nostra un fastidioso intralcio, una possibile bandiera della quale liberarsi alla svelta, il suo assassinio fu soltanto il mostruoso epilogo di una lunga catena di incomprensioni, inadempienze e silenzi da parte di tutti: autorità politiche, gerarchie ecclesiastiche e perfino intellettuali 'schierati'. Un caso di inquietante solitudine. La solitudine dell'uomo di fede, impavido fino al sacrificio di sé. Una solitudine che Bianca Stancanelli racconta con appassionata meticolosità e rara efficacia letteraria nella convinzione - vedi la citazione di Borges in apertura di libro - che talvolta, a illuminare il buio della nostra generale codardia, basta l'esempio di un solo "hombre valiente". Un modo per avvertire il lettore che quella che si accinge a leggere è la biografia di un piccolo prete dal grande cuore, un eroe vero tra tanti eroi di cartapesta, deciso a dare un'anima a un quartiere che un'anima non l'ha mai avuta, un quartiere abbandonato dallo Stato e posseduto dal diavolo, dove è già un atto di sfida camminare a testa alta. (Ermanno Rea)

scritto da linodigianni | 11:06 | commenti Torna sopra




venerdì, 02 giugno 2006

categoria: segnalazioni, libri, bloggerscrittori, lettura, letterature altre, romanzi italiani
 

 

Editoria: Un caffè a Kathmandu – Solidarietà per il Nepal

A metà maggio è uscito - sia in Italia sia in Svizzera - il libro intitolato “Un caffè a Kathmandu”, di Manuela Mazzi, per le edizioni Progetto Cultura 2003, Roma: già descritto come “un viaggio nel viaggio” dall’attivista fiorentino, Sauro Somigli, che ne ha curato la prefazione. Di fatto, si tratta di un romanzo denuncia che mira a sensibilizzare i lettori sul tema dei bambini di strada nepalesi, attraverso un viaggio all'interno di questa terra orientale. Dove si sottolineano le scarse garanzie dei diritti fondamentali dei membri più deboli della società civile, dove si cerca di stimolare un approccio globale allo sviluppo umano e dove si cerca pure di sostenere un turismo consapevole, sostenibile e alternativo. Ma a catturare l'attenzione del lettore sarà anche la trama del romanzo a tinte giallo/rosa. Non solo. Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà: il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu (http://www.apeiron-aid.org/), che opera per difendere i diritti umani minimi di bambini, donne e uomini. Il verdeggiante paesaggio, il clima capeggiato dal monsone e l'inquinamento atmosferico della nazione terra delle nevi eterne, ma anche la svogliatezza, le contraddizioni e la povertà di un popolo che ama la libertà, così come le tradizioni, le convinzioni e un'infinità di particolari che immortalano il Nepal per quello che è oltre alle montagne, è quanto emerge giocoforza tra le righe di «Un caffè a Kathmandu»; un Nepal descritto dall’autrice sulla base di una sua personale esperienza, che l’ha portata nel 1998, proprio sotto l’egida di Apeiron, a vivere per un mese in quella terra lontana, mettendosi a contatto giornalmente con i bambini di strada. Il libro è in vendita in Ticino nelle seguenti librerie: nel Locarnese, si troverà alla libreria Kon-Tiki e alla libreria Locarnese; nel Bellinzonese alla libreria Diffusione del Sapere; nel Luganese alla libreria Dietro L’Angolo e alla libreria Il Segnalibro; nel Mendrisiotto, alla Cartolibro AZ. In Italia basterà consultare il sito della casa editrice: www.progettocultura.it.
Per ulteriori informazioni:
www.uncaffeakathmandu.splinder.com 

PS: grazie per permettermi di divulgare questa notizia...

(La trama del libro sulla sezione  bloggerscrittori)

scritto da mmazzi | 13:34 | commenti (3) Torna sopra




lunedì, 01 agosto 2005

categoria: libri che ho letto, letterature altre
 



Amin Maalouf

Gli scali del Levante

"L'avvenire non abita tra le mura del passato"

Colui che racconta la sua storia, l'immagine dell'uomo che l'autore aveva visto su un suo libro di scuola e che ritrova in carne ed ossa in un incontro casuale, rappresenta fin dall'inizio l'incontro...
scritto da alp | 09:56 | commenti Torna sopra




domenica, 26 dicembre 2004

categoria: letterature altre
 

Assia Djebar
Bianco d'Algeria
Il Saggiatore


Muovendo da un dialogo ideale, in prima persona,
con tre amici intellettuali uccisi dalla
violenza della guerra civile, sempre più
feroce, Assia Djebar dilata di confini di "Bianco d'Algeria"
sino a farne il racconto autobiografico
di una donna e di tutto il suo popolo.

 

articolo completo su letterature altre

 










scritto da alp | 17:53 | commenti Torna sopra




mercoledì, 22 dicembre 2004

categoria: letterature altre
 

Rompere il monologo

(...) Per me che vivevo la condizione dell'immigrato era importante soprattutto rompere questo monologo, una comunicazione a un senso soltanto, era un mio forte desisderio, raccontare come siete fatti voi, come sono io, ma questa non era un'operazione così semplice ed immediata perchè nella mia valigia si trovavano tante domande in diversi "abiti" linguistici: in arabo, woolof (ndr lingua del senegal), francese, inglese e tedesco, ma nessuna era in lingua italiana. Stavo allora compiendo un viaggio verso un paese sconosciuto dove io ero vissuto come sconosciuto, straniero agli altri. Mi chiedevo con insistenza come fosse possibile trovare il modo per spezzare questo monologo.

continua in Letterature altre

Postato da: ziganka

 

scritto da alp | 17:21 | commenti Torna sopra




martedì, 14 dicembre 2004

categoria: letterature altre
 

Letterature "Altre"

Per Altre letterature si intende il nuovo filone letterario della letteratura di migrazione in lingua italiana, che si sta affermando grazie a concorsi di prosa e poesia per scrittori migranti che scrivono nella nostra lingua. Secondo le parole di G. Hajdari, autore albanese, vincitore di molti premi di poesia:

"La letteratura di migrazione è l'ambasciatrice dei propri paesi, rispetta i confini e cerca di superarli per una interazione nella nuova realtà mondiale. (...) Scrivere nella lingua italiana significa sollecitare le lingue stesse e, nel tempo medesimo, arricchire la letteratura italiana contemporanea"

scritto da ziganka | 21:48 | commenti (4) Torna sopra




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