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Mi piacerebbe molto...
... leggere qualcosa di tuo sul blog...
ma lo potrai fare solo dopo aver richiesto l'invito a partecipare, e da cui potrai recedere in qualsiasi momento
senza offesa alcuna...
...vedere il carrozzone andare ... ... e la spinta sarà fornita sopratutto delle tue recensioni, dalle tue idee...
... che le informazioni, i link vari, i consigli e gli sconsigli di lettura... ... il confronto, i commenti
  contrastanti...costituiscano per me
  l'essenza vitale.
  L'unico   requisito   che ti chiedo
    è quello di essere un lettore
1 - Il diritto di non leggere
2 - Il diritto di saltare le pagine
3 - Il diritto di non finire un libro
4 - Il diritto di rileggere
5 - Il diritto di leggere qualsiasi
      cosa
6 - Il diritto di desiderare di
      evadere dalla routine
      quotidiana
7 - Il diritto di leggere ovunque
8 - Il diritto di spizzicare
9 - Il diritto di leggere a voce alta
10-Il diritto di tacere
(tratti dal saggio di Daniel Pennac Come un romanzo)
Il blog Il Parnaso Ambulante, e tutte le sezioni ad esso collegate, non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
Videopresentazione de Guardie, ladri e tracciatori
Ok... grande imbarazzo, ma devo prendermi le mie responsabilità :-) Nel video girato da Patrick Mancini (che ringrazio molto) nel mitico nuovo telegiornale on-line zero91 presento il mio ultimo romanzo GUARDIE LADRI E TRACCIATORI... perdonatemi gli ehmmmm... e l'ultima frase: in realtà sarei sia karateka, sia tracciatrice ;-) - www.manuelamazzi.ch
Devo confessare che ho sempre avuto un debole per gli indiani d’America. E soprattutto per la loro cultura, sebbene personalmente non conosca nulla più di quanto non rientri già nell’immaginario collettivo. Sarò quindi un po’ di parte, anche perché devo dire che il libro di Giorgio Faletti ha rafforzato ancora di più l’affetto che già nutrivo istintivamente per la fierezza dei progenitori di una popolazione ormai civilizzata. Purtroppo non ho letto i primi due libri del giallista italiano, in quanto mi sono stati sconsigliati da una cara amica che – pur avendoli trovati straordinari, conoscendo la mia eccessiva sensibilità e la mia suggestionabilità – li ha giudicati troppo cruenti. Detto ciò posso finalmente dire che il romanzo “Fuori da un evidente destino” mi è piaciuto. Sì. Mi è piaciuto per la caratterizzazione dei personaggi, per le descrizioni dei paesaggi, per le simpatiche similitudini con cui il brillante Faletti sa giocare. Ma mi è piaciuto soprattutto per quel senso di “giustizia fatta” che si respira in particolare quando inizia a dipanarsi il mistero. Una giustizia al di sopra della volontà umana, lasciata a un potere più universale, quello della natura e quello della fede in un’energia superiore, che a molti piace chiamare destino. Quella di Faletti è un’opera letteraria di genere, che definirei positiva. Anche la tragedia più brutale, nella mente del lettore, assume un ruolo fondamentale, quasi un’entità che prende per mano la giustizia e la accompagna a fare il suo corso: nel bene e nel male.
Scittura leggera, piacevole .Il primo che leggo di questo autore.
Nel libro cita Lo straniero di Camus e Simenon, come numi tutelari.
Vedremo. Intanto, lo segnalo come lettura estiva.
Martedi, forse dovrei ascoltare l'autore in un incontro pubblico.
Bella la descrizione della Torino operaia, coi barachin