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Mi piacerebbe molto...
... leggere qualcosa di tuo sul blog...
ma lo potrai fare solo dopo aver richiesto l'invito a partecipare, e da cui potrai recedere in qualsiasi momento
senza offesa alcuna...
...vedere il carrozzone andare ... ... e la spinta sarà fornita sopratutto delle tue recensioni, dalle tue idee...
... che le informazioni, i link vari, i consigli e gli sconsigli di lettura... ... il confronto, i commenti
  contrastanti...costituiscano per me
  l'essenza vitale.
  L'unico   requisito   che ti chiedo
    è quello di essere un lettore
1 - Il diritto di non leggere
2 - Il diritto di saltare le pagine
3 - Il diritto di non finire un libro
4 - Il diritto di rileggere
5 - Il diritto di leggere qualsiasi
      cosa
6 - Il diritto di desiderare di
      evadere dalla routine
      quotidiana
7 - Il diritto di leggere ovunque
8 - Il diritto di spizzicare
9 - Il diritto di leggere a voce alta
10-Il diritto di tacere
(tratti dal saggio di Daniel Pennac Come un romanzo)
Il blog Il Parnaso Ambulante, e tutte le sezioni ad esso collegate, non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità . Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
David Ray Griffin esamina in modo equilibrato, moderato e razionale tutte le teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre, scartando le più estreme e approfondendo quelle più attendibili. Nell'ultimo anno, qualcosa è cambiato nella ricezione tributata dall'opinione pubblica mondiale alle teorie alternative sull'11 settembre. Il grande successo di alcune indagini indipendenti (si pensi ai libri di Meyssan, Vidal, Ahmed) e l'istituzione di una commissione d'inchiesta da parte del Congresso americano - commissione di fronte alla quale recentemente né George W. Bush né Condoleeza Rice hanno potuto negare l'esistenza di chiari avvertimenti precedenti all'11 settembre - sono le cause prime di questo mutamento: l'idea che "qualcosa non vada" nella ricostruzione ufficiale dell'amministrazione americana è ormai patrimonio comune. Il successo di questo libro - che negli Stati Uniti ha avuto tre edizioni in un mese, ingresso nella top ten di amazon.com; e in Inghilterra, è stato prefatto nientemeno che da Michael Meacher, ex ministro della Corona - sono il portato di questo mutamento. Non è scritto da un polemista di professione, bensì da uno fra i più illustri teologi statunitensi che, partendo da una posizione di completo scetticismo sulle cosiddette teorie del complotto, ne vaglia le principali e giunge a trovare in alcune di esse - in specie in quella formulata da Nafeez M. Ahmed in Guerra alla libertà (Fazi Editore, 2002) - elementi indubitabilmente probanti. L'avvincente e lucida indagine di Griffin spinge il lettore a fare buon uso della logica e riconoscere l'evidenza. Già nel 1995 la polizia filippina consegnava agli Stati Uniti le informazioni trovate in un computer di Al Qaeda che descrivevano in modo dettagliato il "progetto Bojinka", un piano che prevedeva il dirottamento aereo per colpire degli obiettivi sensibili, come la Casa Bianca e il Pentagono. Nel luglio del 2001 la CIA e l'FBI avevano intercettato le informazioni su un probabile attacco nel corso dell'autunno. I capi di governo di diversi paesi - Russia, Inghilterra, Giordania, Egitto e Israele, compresi i talebani dell'Afganistan - avevano informato l'intelligence americana dell'attacco. Non soltanto gli avvertimenti sono stati ignorati, ma sembra che le indagini siano state addirittura ostacolate. Dunque, l'amministrazione Bush sapeva di un imminente attacco terroristico, ed ha probabilmente utilizzato questa consapevolezza per scatenare una guerra, come accadde per l'attacco giapponese a Pearl Harbor. 11 settembre, la nuova Pearl Harbororbita attorno alla convinzione che ancora oggi, scartando le teorie più fantasiose - tanto fantasiose che rischiano di affossare anche le indagini più serie - sia doveroso tuttavia trovare una verità sull'11 settembre più adeguata di quella ufficiale.
L'AUTORE David Ray Griffin è stato a lungo professore di filosofia della religione alla Claremont School of Theology. È codirettore del Center for Process Studies, autore e curatore di oltre venti libri. In particolare, ha sviluppato una corrente di studi teologici che in ambito anglosassone ha ricevuto importanti riconoscimenti.